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Report 2018 - GP Amsterdam
Articolo del 30-5-2018 a cura di Cafaggi Luca Innocenti Federica
Cafaggi Luca
Innocenti Federica


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Benvenuti a questo Report internazionale sulle avventure di due nostri pinguini in trasferta nei Paesi Bassi.

Se volete raccontare anche voi di esperienze uniche, o segnalare i racconti di un altro Judge, non esitate a contattarmi.

Mike


 

Report 2018 - Grand Prix Amsterdam

 

 


Il primo Grand Prix, si sa, è un momento molto importante nella propria carriera arbitrale; anche se avete partecipato ad altri grandi eventi è difficile arrivare pronti e senza dubbi ad un torneo con un numero elevato di giocatori, in un Paese che non conosci, parlando una lingua straniera e lavorando con arbitri che non hai mai visto.

È per questo che io (ciao, sono Federica!) e Luca abbiamo pensato di condividere con tutti voi questa esperienza, che magari potrebbe esservi utile se state pensando di affrontare un torneo di queste dimensioni o siete in procinto di parteciparvi.

Eravamo nello staff arbitrale del GP Amsterdam: io ho lavorato al Main Event entrambi i giorni (il primo come Team Break, il secondo come Team Logistic), mentre Luca il sabato era addetto agli On-Demand Events e la domenica al Team dell’End of Round.

Siete pronti ad ascoltare le nostre fantastiche storie? Via!

 

Federica


Appena arrivata, si leggeva chiaro il terrore nei miei occhi. Avevo fatto il viaggio da sola per la prima volta nella mia vita ed ero già stanchissima; in più parlo un inglese scolastico e riesco quasi sempre a capire cosa mi dicono, ma trovo a fatica le parole nel mio cervello per rispondere velocemente - quindi ero un po’ preoccupata.

Dopo un primo, velocissimo briefing con tutto lo staff del Main Event e successivamente con il mio Team Leader (Ciao Dave <3) ci prendiamo dieci minuti per fare colazione nella superfornita Judge Room; era una cosa che non avevo mai visto, macchine del caffè, frigo con toast e waffel, piastre per scaldare cose… Tutto nuovo per me. La luce di terrore nei miei occhi si è trasformata in scintillio da fame atavica.

Andiamo in sala e ci prepariamo ad affrontare la giornata; il team break è sostanzialmente un gruppo di arbitri che, ad ogni turno, copre gli altri team che vanno in pausa - e che va in pausa a sua volta alle 14:30. Se doveste essere in questo team dall’inizio (quindi dalle 8) fate un’abbondante colazione e portate con voi piccoli snack e frutta secca per arrivare alla pausa del pranzo senza sbranare giocatori random.

Ogni ora mi ritrovavo a fare qualcosa di diverso: prima abbiamo distribuito tutti i prodotti e assistito i giocatori (il GP era limited team trio - woooh!), poi siamo passati al floor di una parte di sala, dopo al floor di un’altra parte, successivamente ai pairing, prendi le slip, oddio sulle slips i numeri sono stati tagliati, sai che c’è io li riscrivo con la penna e via, risistema i tavoli per bene, togli tutta l’immondizia, vai a floorare dalla parte opposta, fra mezz’ora ricordati che ti devi spostare di là, aiuta nell’end of round…

Terrificante e super stimolante al tempo stesso: bisognava essere sempre lucidi e proattivi, pronti a coprire qualsiasi ruolo dovunque servisse.

Fortunatamente gli arbitri che lavoravano con me erano già ad almeno il loro decimo GP, e in più come Team Leader avevo Davide Succi che è una macchina da guerra inarrestabile; quindi tutto è proceduto bene, abbiamo lavorato duro - ho addirittura imparato ad usare un’applicazione dallo smartphone per inserire i tempi addizionali, tale PurpleFox… Io che con la tecnologia non vado proprio d’accordo! - e a fine giornata, dopo circa 25mila passi, andiamo a godere del meritato riposo in una steakhouse.
 


Giorno due, arriviamo sempre alle otto, solito briefing con lo staff del Main, briefing differente con Davide che stavolta era Team Leader della Logistica (a parte me, tutti gli altri arbitri erano diversi dal giorno precedente). Ci dà direttive molto chiare e precise, sistemiamo la sala, prepariamo i prodotti e tutto scorre molto più liscio e tranquillo del giorno prima (anche perchè rispetto ai quasi 300 tavoli di team di giocatori, il secondo giorno avevamo soltanto 72 team).

È la mia primissima volta anche a Rel Professional e sono molto emozionata; non mi vergogno di certo a fare double-check su dei ruling su cui ho un dubbio, né a chiamare un arbitro madrelingua quando prendo delle chiamate più complesse e ho paura di non aver correttamente capito quello che il giocatore mi chiede. Imparo più che mai quanto è importante lavorare in gruppo e sostenerci tutti assieme, prendo così tanto coraggio che addirittura vado ad arbitrare il feature match (sotto ordini precisi del mio Team Leader a cui non puoi assolutamente dire di no :D ) e arrivo a fine giornata con un gran sorriso di soddisfazione sulla faccia. È andato tutto alla grande!

Corsa in albergo, ci si cambia e via verso la cena di fine GP in cui sono riuniti tutti gli arbitri dell’evento. Avevo già partecipato come infiltrata speciale alla cena del GP Lyon, ma in questa gli Head Judges hanno chiamato tutti gli arbitri che erano al loro primo GP e gli hanno regalato una carta firmata da loro.


Effettivamente la carta “Welcome to the Fold” ci ha messo un po’ di ansia addosso (del tipo “Ormai non te ne potrai mai più andare da noi!”), ma eravamo comunque super felici. Dopodiché, da bravi arbitri, ci siamo messi a giocare un po’ a figurine magiche prima di tornare in albergo e ripartire verso casa.

 

 

Sunto del week-end: ho imparato un sacco di cose, non ho avuto attacchi di ansia o di panico (wheee!), ho saputo dosare le mie energie per non arrivare sfinita al secondo giorno, ho collaborato con gli altri arbitri, ho fatto domande a tutto e tutti, ho riso, ho scherzato e ho fatto un’esperienza a dir poco fantastica.

 

Luca


Ciao a tutti!
Anche per me è stata certamente un’emozione prendere un aereo per andare ad arbitrare a un migliaio di chilometri di distanza, anziché il solito treno regionale.

Sabato ero parte della squadra addetta agli eventi on-demand (ODE); non essendo assegnato all’evento principale, non ero convocato per le otto: il mio turno iniziava alle undici e sono arrivato circa mezz’ora prima per avere il tempo di ambientarmi, cosa che consiglio caldamente a tutti. Dopo tutto, gli ambienti di un Grand Prix sono enormi e ciò può essere spiazzante per chi, come me, non ci è abituato. Arrivare in anticipo è stato senz’altro utile in questo senso e mi ha anche permesso di scambiare qualche parola con altri membri dello staff.

Gli ODE, per chi non lo sapesse, sono dei micro-eventi da otto giocatori che non partono a un orario preciso, bensì non appena viene raggiunto il numero minimo di partecipanti; ecco quindi che, nei momenti più critici, ne parte uno nuovo ogni pochi minuti e decine di essi vengono disputati contemporaneamente. Il compito della mia squadra era assicurarsi che ogni cosa filasse liscia: portare i giocatori al tavolo, fornire il prodotto nel caso in cui si trattasse di un draft, registrare i risultati delle partite, rispondere alle varie chiamate e ripulire i tavoli per i giocatori successivi. Ciascuno di noi aveva come supporto un tablet da cui poter supervisionare l’andamento di ciascun torneo; anche questo è un aspetto a cui non ero abituato, ma a forza di usarlo a fine giornata era ormai naturale.

L’aspetto più caratterizzante degli ODE è la loro ripetitività; da un lato può risultare a tratti noiosa, ma dall’altro permette di consolidare le proprie capacità, una iterazione dopo l’altra, incrementando ogni volta la nostra abilità di controllare la sala. Nei momenti più frenetici, può essere divertente; se invece avete paura di annoiarvi durante le inevitabili fasi di calma, approfittatene per confrontarvi con i vostri compagni di squadra. Socializzare è una parte importante dell’arbitraggio e ad un Grand Prix potete trovare colleghi provenienti da tutto il mondo - ma non lasciatevi distrarre e tenete sempre d’occhio la sala, non si può mai sapere quando e come ci sarà bisogno di voi!

Domenica ero assegnato al team End of Round dell’evento principale; a un GP funziona come in altri eventi, con due differenze, dato l’elevato numero di tavoli: la sala è divisa in zone, ciascuna col proprio capitano, e sfruttiamo un’applicazione (PurpleFox) per poter essere tutti aggiornati in tempo reale sulla situazione.

Il secondo giorno di un Grand Prix, benché portato avanti a REL Professionistico, è tendenzialmente più facile da gestire per noi arbitri, dato che il numero di giocatori è enormemente inferiore; per questo costituisce un’occasione perfetta per chi debba fare esperienza. In questo ambiente protetto, ho potuto familiarizzare con PurpleFox in maniera piuttosto dettagliata e farmi un’idea di come gestire dei Floor Judge negli ultimi dieci minuti di ogni turno; se un giorno dovessi occuparmene durante il day 1 (quindi con più giocatori e più arbitri) sarebbe senz’altro più difficile, ma almeno avrei già delle basi. Ecco perché il day 2 è considerato così importante da un punto di vista di mentoring.

Al termine di questa bellissima esperienza, mi sono chiesto cosa avrei potuto fare meglio; tralasciando la risposta ovvia (ossia “tutto!”), mi sono venute in mente due situazioni in particolare in cui avrei dovuto coinvolgere altri arbitri (in un caso il mio team leader, nell’altro un qualunque L3). Invece, sono andato in automatico, occupandomene da solo. È andato tutto bene entrambe le volte, ma resta il fatto che durante eventi del genere saremo sempre circondati da tanti colleghi esperti: chiedere una mano nel gestire casi particolari non costa niente e spesso porta a risultati migliori, quindi facciamolo!

A fine giornata c’è stata la festa dello staff, di cui ha già parlato Federica, dopo di che ho passato la nottata a chiacchierare con tanti arbitri da tutta Europa (qualcuno anche da fuori). Penso che sia normale avere la tendenza a stare con altri Italiani (che comunque erano tanti), ma per quello abbiamo le conferenze, no?

Così termina questa nostra piccola avventura, che auguriamo a tutti voi di poter fare presto: noi stessi non vediamo l’ora di poterla ripetere in tante altre città!
 

 


Revisione: Michele Vianello, L2