Articoli
Report 2017 - Nazionali Italiani
Articolo del 13-12-2017 a cura di Gavrilita George Nesca Alberto
Gavrilita George
Nesca Alberto


1513163988_1507758430_[banner]Report_del_Mese-v2.png

Benvenuti a questo report scritto a ben 4 mani sui nazionali a Bologna.

Se volete raccontare anche voi di esperienze uniche, o segnalare i racconti di un altro Judge, non esitate a contattarmi.

Mike


 

Report 2017 - Nazionali Italiani

 

I miracoli dei Deck Check (George)


Quest'anno ho avuto l'onore di essere Team Leader Deck Check la domenica dei nazionali. Io e (Matteo Callegari, TL DC del sabato, ci siamo sentiti prima dell'evento via email per perfezionare un piano unico per le due giornate, e ciò ha fatto miracoli!

Il primo, tecnologico: Kalle ha preparato un kallefoglio (in gergo, spreadsheet) per tenere traccia di tutti i deck check. Durante gli ultimi turni della domenica, abbiamo usato quei dati per fare controlli mirati solo a chi aveva la possibilità di fare Top 8 e non era stato ancora controllato, e all'inizio dell'ultimo turno, ci siamo riusciti! La soddisfazione di non dare Game Loss per "burocrazia" in Top 8, non ha prezzo!

Secondo miracolo, metodologico: il Deck Check all'australiana è il più veloce in limited, quindi tutti i membri del team hanno letto articoli, guardato video, e partecipato a una live demo prima di iniziare il primo draft.
Dopodiché invece di formare coppie, uno di noi cercava le liste, un'altro era seduto a fare deck check a mitraglietta, e tutti gli altri andavano a prendere mazzi. Siamo riusciti così a controllare il 10% dei mazzi, per entrambi i draft da 400 giocatori: 5 Judge, soli 3 turni, più di 40 DC! Sembrava impossibile, eppure ce l'abbiamo fatta!

Terzo miracolo, customer care: non parlo dei giocatori, ma dei membri del team! Dati i ritmi intensi, facevamo una pausa di 10' alla fine di ogni turno (sì, pure Kalle!), per rientrare per dare una mano con le procedure di fine turno.
Inoltre io e Kalle sfruttavamo ogni altro momento libero per scambiarci opinioni sull'ottimo lavoro di Federica, Danilo e Giorgio, e ciò ci ha permesso di scrivere delle Review a quattro mani, più complete e più oggettive. Two is megl che one!

 

Un odissea tra i side (Alberto)


Proveniente da un Venerdì di febbre e una notte dove la stessa mi ha provocato sudori freddi e poche ore di sonno, mi trascino in location imbottito di tachipirina fino al collo. Il mio compito del Sabato sono gli eventi on demand.
Questo contemporaneamente mi terrorizza e mi carica, poiché ho solo una grossolana idea di come approcciarmi ma sono entusiasta di avere un'area di competenza tutta mia. Dopo il consueto briefing di gruppo vengo istruito sul mio compito prima da Piero Nicolli e poi da Riccardo Tessitori che scopro che sarà il mio fornitore di materiale nonché dispensatore di essenziali consigli. Insomma, non roba da tutti i giorni.

Super eccitato mi metto in postazione ma, come previsto, il sabato mattina è un momento morto per gli eventi on demand e quindi, buzzer in tasca, vengo assegnato al supporto degli scheduled. Qui inizia la mia odissea. Non avendo un ruolo specifico arbitro anche per poco tempo ogni side event della giornata.

Ore 11.00 parte la Pauper Cup con Head Judge, il mio personale Obi-Wan Kenobi, Francesco Cinelli.
Finito il primo turno di Puaper inizia un PPTQ Standard e essendo limitrofo, aiuto anche la.
Mentre osservo entrambi i tornei sento in lontananza il classico suono dei buzzer degli on demand, ma il mio tace. Brivido lungo la schiena. Corro in Judge station con la paura di essere in ritardo e di ritrovarmi giocatori scalpitanti e disorientati, invece trovo un gruppo di 8 amici che in tranquillità vogliono farsi un draft.

Ritorno in judge station, prendo un'altra tachipirina e torno sul Floor.

Nel frattempo sono iniziati il Commander 1v1 e la Legacy Cup Trial e non vedendo perché non dovrei, aiuto a gestire anche quest'ultimi.
Quando credo di aver trovato un ordine al mio personale caos succede quello che sognavo ma non mi azzardavo a pensare: al main event c'è bisogno di un supporto agli ultimi tavoli da parte di un L1 e vengo scelto io.
Quello che provo mentre Tex mi accompagna alla zona non è facile da descrivere: contemporaneamente paura e gioia, ansia e orgoglio. Raccolgo le forze e alla fine si rivela essere una esperienza normale e tranquilla, se tre warning in mezz'ora si possono definire tali.

Finito il turno ritorno ai side event e vado in pausa, la febbre non accenna ad abbandonarmi e approfitto di ogni istante per cercare di recuperare più forze possibili. Evidentemente non ne avevo raccolte abbastanza poiché appena tornato ho il peggior momento della giornata: la stanchezza mi fa leggere male una carta, sbaglio un ruling semplice e ne ho notizia solo a fine turno da Matteo Ratti, che ringrazio per la delicatezza con cui si è approcciato. So benissimo che l'errore è un'insidia del nostro compito, ma sul momento mi sono sentito a terra. L'unica cosa che posso fare è andare a scusarmi col giocatore e sperare capisca. Fortunatamente il ragazzo è molto comprensivo e accetta di buon grado le mie scuse.

Nelle successive ore partono altri sei tornei ma grazie ad un'ottima gestione scorrono agilmente fino all'inizio dei turbo draft.
Rispetto ad un GP credo di averne fatti molti meno ma sono stati comunque momenti frenetici dove sono riuscito anche a divertirmi e avere belle interazioni coi giocatori. Una su tutte, la richiesta di aiutare una bambina di dieci anni che aveva difficoltà a leggere le carte per dissipare farneticanti teorie dell'avversario su un possibile aiuto esterno.
Sciamati anche i turbo draft, sentendomi rigenerato, ho dato una mano al povero Riccardo Gallori, aka l'attira tornei infiniti, che era ancora alle prese con il commander 1v1 fino a che Piero mi è venuto a dire che ero libero.

Ho deciso di parlare del Sabato perché è stata la mia giornata peggiore e migliore. Da un lato ho potuto approcciare un'area sconosciuta, arbitrare sia al main event che mettermi alla prova su più tornei contemporaneamente, dall'altro ero fisicamente distrutto, ho avuto più dubbi del solito durante le chiamate e ho fatto il mio errore più grosso del weekend. Credo che questa giornata rappresenti a pieno il mio Nazionale: tante gioie e tante persone, sia nuove che già conoscevo, stupende, ma anche momenti difficili e una grande mole di lavoro. Nonostante ciò è una esperienza che spero di poter rifare per migliorare le parti difficili. Per concludere voglio ringraziare Alberto strade per avermi lanciato in questo mondo, Alessandro Ventura che costantemente mi tiene all'erta sulle regole e sopratutto Francesco Cinelli per tutto l'aiuto fuori e dentro il floor.